L'Archivio Luigi Bartolini
 
Gunter Boehmer/Gabriele D'Annunzio
L'OLEANDRO

 
(Gunter Boehmer) Gabriele D’Annunzio, L’OLEANDRO. Verona, Officina Bodoni 1936
Versi tratti dall’Alcione con 17 litografie originali in sanguigna di Gunter Boehmer.  Primo libro illustrato dell'Officina Bodoni. Pagg. 32, cm 36,5x26, Carattere Bodoni Casale corpo 20 corsivo. Tiratura: 180 esemplari di cui 20 su carta Giappone Kaji Torinoko e 160 su carta a tino Marais. Rilegatura in mezza pelle con dorso a 5 nervi e titoli in oro e piatti in carta marmorata a mano. Uno dei 20 esemplari in carta Giappone Kaji Torinoko con rilegatura unica dell’Officina Bodoni.


Gunter Boehmer, L Oleandro, FrontespizioGunter Boehmer, L Oleandro, 3
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Gunter Boehmer, L Oleandro, 15Gunter Boehmer, L Oleandro, Copertina

L’Oleandro è una delle poesie indimenticabili dell’Alcione di D’Annunzio. La stampa di questa edizione rappresentò una fine ed anche un inizio: significò l’addio alla collaborazione con questo poeta molto discusso, dopo aver portato a termine l’ultimo dei 49 volumi dell’Opera omnia. E per parecchio tempo fu anche l’ultima edizione stampata con uno dei caratteri Bodoni, che costituivano la base del materiale tipografico per il torchio.  Ma questa edizione significò anche l’inizio di un periodo nuovo, nel quale oltre alla tipografia pura si dava anche la necessaria importanza all’illustrazione del libro, usando soprattutto nuovi caratteri. Le forme distaccate e classiche ottocentesche di Bodoni  dominano talmente la pagina di testo da non dare la dovuta importanza anche alle illustrazioni. Costituiscono un’eccezione alcuni caratteri corsivi, che sono meno freddi. Poiché i caratteri che stavo preparando non erano ancora pronti per la fusione, scelsi per L’Oleandro il Bodoni Casale corsivo corpo 20.
A Montagnola conobbi in casa del mio vicino Hermann Hesse il giovane pittore e illustratore Gunter Boehmer. Spinto dall’eccezionale talento delle sue opere gli proposi un lavoro in comune. Egli venne a Verona e, affascinato dalle famose litografie di Pierre Bonnard, iniziò a schizzare studi per i disegni da stampare a margine dei versi de L’Oleandro; trasportati su pietra e stampati in color sanguigno, essi costituirono un’unione felice fra testo e illustrazione. Potevo essere sicuro che il poeta, con il quale ero in rapporti amichevoli, avrebbe accolto con gioia il risultato finale, e così avvenne.
In questo poema fantastico, Siracusa con la Fontana Aretusa e l’azzurro fiume Ciane appaiono realmente vivi…

Da G. Mardersteig, L’Officina Bodoni

 
 
 
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