L'Archivio Luigi Bartolini
 
PAOLO MANARESI
(Bologna 1908 - 1991)
 
Nel 1929 Paolo Manaresi si diploma all'Accademia di Belle Arti, dove è allievo di Romagnoli e Casanova. Dal 1934 insegna alla Scuola d'Arte di Varallo Sesia ed intraprende l'attività di scultore. Dal ’43 al ’45 è Partigiano sull’Appennino emiliano. Finita la guerra ritorna a Bologna come docente al Liceo Artistico. Dal 1949, incoraggiato da Giorgio Morandi, si dedica attivamente all'incisione. Nel 1950 è invitato alla Biennale di Venezia, dove ritorna nel 1952. Nello stesso anno si tiene la sua prima personale di acqueforti alla Galleria Cairoli di Milano. Nel 1953 Carlo Alberto Petrucci, direttore della Calcografia Nazionale, ordina presso l'istituto romano un'ampia antologica dell'opera grafica di Manaresi. Sempre nel 1953 diventa direttore all'Istituto d'Arte di Bologna. Nel 1954 ottiene il Gran Premio Internazionale per l'incisione alla XXVII Biennale di Venezia. Dal 1956 al 1958 insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1958 Giorgio Morandi lo vuole come suo successore alla cattedra di Tecniche dell'Incisione presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1963 consegue il Premio Olivetti per la sua produzione artistica. Nel 1966 è premiato alla Mostra Internazionale della Grafica a Palazzo Strozzi di Firenze. Nel 1967 è nominato Amministratore del Collegio Venturoli. Tra il 1962 e il 1968 partecipa alle rassegne Intergrafik di Berlino e Varsavia. Nel 1970 la Galleria Nuova Loggia di Bologna gli dedica una personale di grafica; nello stesso anno, in un'ampia rassegna al Museo Civico di Bologna Manaresi è rappresentato da un significativo numero di acqueforti. Tra il 1972 e il 1974 illustra Terra d'Emilia di Riccardo Bacchelli edito da Prandi. L'anno successivo, con la donazione di un collezionista, diverse opere entrano a far parte delle Collezioni della Galleria d'Arte Moderna. Nel 1978 l'Associazione Francesco Francia in collaborazione con il Comune di Bologna gli dedica una grande antologica, suddivisa in due sezioni: una di dipinti presso il Museo Civico Archeologico, l'altra sull'opera grafica presso la Galleria d'Arte Moderna. Con l'evento del 1978 si conclude l'iter espositivo di Manaresi. Negli anni successivi si rifugia nel suo studio, togliendosi la vita nel luglio del 1991.
 
 
 
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