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Orfeo Tamburi
QUADERNO DI ROMA

Orfeo Tamburi, QUADERNO DI ROMA.

 Verona, Chimerea Officina 1968.

Due prose e quattro acqueforti di Orfeo Tamburi, di cui due firmate, tirate a Pesaro da Piergiorgio Spallacci. Ottanta copie, stampate su carta Ventura. Carattere Garamond Stempel; marca in bruno-giallo; 10 pagine, cm. 35x25. Fascicolo cucito in copertina di carta Ingres di Fabriano giallo-ocra.

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E’ questo il primo testo stampato con il torchio di tipo Albion costruito a Monza nel 1855 da Amos Dell’Orto, acquistato nell’autunno del 1966 e finalmente rimesso in uso. Il torchio è decorato sulla testata con due animali fantastici dorati, detti impropriamente Chimere, che più tardi cederanno il nome all’impresa tipografica. Per noi, tipografi privatissimi, l’impiego del torchio diventa obbligato. Solo con il torchio si possono tenere sotto costante controllo tutti i passi del processo di stampa, ed è consentito utilizzare carte a mano inumidite e con bordi intonsi, senza rinunciare alla perfezione del registro. E poi, diciamolo, quale piacere darebbe stampare la domenica con un offset, con il procedimento della tipografia industriale?
Da La Chimerea Officina, trent’anni di privatissima tipografia

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